Don Rodrigo - Descrizione

È il signorotto del paese di Renzo e Lucia, un aristocratico che vive di rendita e abita in un palazzotto situato a metà strada tra il paese stesso e Pescarenico: personaggio malvagio del romanzo, si incapriccia di Lucia e decide di sedurla in seguito a una scommessa fatta col cugino Attilio, per poi intestardirsi in questo infame proposito al fine di non sfigurare di fronte agli amici nobili e, quindi, per ragioni di puntiglio cavalleresco. A questo scopo manda due bravi a minacciare il curato don Abbondio perché non celebri il matrimonio fra i due promessi (cap. I), e in seguito tenta senza successo di far rapire la ragazza dalla sua casa (VIII); si rivolgerà poi all'innominato per ritentare l'impresa quando la giovane è protetta nel convento di Gertrude, a Monza, ma l'inattesa

L'innominato - Descrizione

È il potente bandito cui si rivolge don Rodrigo perché faccia rapire Lucia dal convento di Monza in cui è rifugiata, cosa che l'uomo ottiene grazie all'aiuto di Egidio, suo complice e amante della monaca Gertrude: in seguito a una crisi di coscienza e all'incontro decisivo col cardinal Borromeo giunge a un clamoroso pentimento, decidendo così di liberare la ragazza prigioniera nel suo castello e di mandare a monte i piani del signorotto, che dovrà successivamente lasciare il paese e andare a Milano. L'autore non fa mai il suo nome e infatti lo indica sempre col termine "innominato", dichiarando di non aver trovato documenti dell'epoca

Il Conte Attilio - Descrizione

È un aristocratico cugino di don Rodrigo, che risiede abitualmente a Milano e che, nei capp. iniziali del romanzo, trascorre un periodo di villeggiatura ospite nel palazzo del signorotto: viene descritto come un nobile ozioso, che vive di rendita come il cugino e che si diverte a passare il tempo tra scherzi, sciocche dispute cavalleresche e comportamenti frivoli (per approfondire: G. Bàrberi Squarotti, Il conte Attilio, ritratto di un'anima frivola). Di lui si parla già nel cap. III, quando Lucia racconta di averlo visto insieme a don Rodrigo allorché quest'ultimo l'ha importunata per strada e di averlo sentito ridere insieme al cugino parlando di una scommessa

Il Trio (Lopez, Merchesini, Solenghi) in "I Promessi Sposi"

Una divertente parodia dei Promessi Sposi. Divertitevi!


Il Trio (solenghi, marchesini, lopez) in "I... di AlternativeWorld

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Capitolo XXXVIII - Analisi e Commento

Luoghi: il paesello, il palazzotto di don Rodrigo, alcuni paese del bergamasco.
Tempo: fine ottobre 1630- autunno 1631 e oltre.


La struttura di questo capitolo è lineare, i fatti si succedono cronologicamente e portano a conclusione le vicende ancora in sospeso, ma nel contempo il capitolo chiude a cerchio il romanzo. A determinare la circolarità è, innanzitutto, la presenza determinante di don Abbondio, come nel capitolo I, con il suo tono dimesso; le vicende dei due umili protagonisti, narrate in genere nei primi capitoli con registro colloquiale, si sono allargate sempre di

Capitolo XXXVII - Analisi e Commento

Luoghi: uscita dal lazzaretto, strade per il paesello, Pasturo, il paese di Bortolo, Milano
Tempo: dalla sera del 31 agosto al mese di settembre 1630 e analessi sugli ultimi due anni.

Il capitolo si presenta con una struttura frammentata che insegue Renzo nel suo andirivieni, con continui spostamenti nello spazio, il cui fulcro diventa il paesello. Il racconto si chiude a cerchio a Milano, dove si trova ancora Lucia, e il tempo procede in modo lineare, solo alla fine il capitolo si chiude con un’analessi su Lucia

Capitolo XXXVI - Analisi e Commento

Luoghi: il lazzaretto di Milano
Tempo: pomeriggio del 31 agosto 1630

Il capitolo presenta una struttura circolare: si apre e si chiude con una figura esemplare di cappuccino che impartisce una lezione di profonda religiosità e la vicenda segue uno sviluppo progressivo, lineare, verso la felice risoluzione di tutta la vicenda, che si sviluppa in tre macrosequenze.
- La predica di padre Felice;
- Il dialogo tra Renzo e Lucia;
- Lo scioglimento del voto da parte di fra Cristoforo.

Capitolo XXXV - Analisi e Commento

Luoghi: il lazzaretto di Milano
Tempo: dal mezzogiorno al pomeriggio del 31 agosto 1630

La struttura del capitolo rispecchia quella tipica della fiaba al momento della lotta con l’antagonista. La struttura è tripartita, scandita in tre momenti narrativi che corrispondono a quelli della fiaba:
1. Lo spettacolo del lazzaretto rappresenta il momento delle prove da superare;
2. L’incontro di Renzo con fra Cristoforo rappresenta l’incontro dell’eroe con il suo aiutante;